paola d'onofrio
Non accontentarti dell'orizzonte...cerca l'infinito (Jim Morrison)

Venerdì 3 dicembre alle ore 18.00 presso l’Auditorium Cianfarani del Museo Archeologico La Civitella, verrà presentata la pubblicazione d’arte dal Titolo “Sogni. Le radici dell’essere” di Lucia Vaccarella e Maurizio Valentini a cura dell’Associazione culturale "Lo Svincolo"
Un antico motto afferma “Carmina non dant panem”, cioè la poesia ovvero l'arte in genere, non procura guadagni a chi la pratica.
In un lontano passato le cose andavano diversamente...
Nell'antica Grecia gli aedi abitavano nelle case dei Principi per allietarne i conviti con il canto. A Roma esistevano ricchi patrizi, come ad esempio Gaio Cilnio Mecenate (da cui nacque il termine “mecenatismo”), che incoraggiavano e finanziavano artisti e poeti.
Nel medioevo trovatori, poeti-giullari, “clerici vagantes” erano costretti per sbarcare il lunario ad andare di corte in corte, così anche, dal Rinascimento in poi, i poeti, chiamati presso le grandi famiglie aristocratiche, si sdebitavano dell'ospitalità non solo celebrando nei loro versi la casata del loro Signore, ma anche adoprandosi come segretari o faccendieri.
Abbiamo solo rari esempi di poeti che, grazie al loro rango e alla loro ricchezza, poterono dedicarsi allo scrivere per puro diletto (per citarne alcuni: Matteo Maria Boiardo, Lorenzo il Magnifico, Matteo Bandello, Vittoria Colonna, Veronica Gambara).
Ai tempi nostri, per carenza di aristocratici magnanimi o di ricchi industriali (oggi disposti più a “sponsorizzare” sport come calcio, automobilismo, vela... piuttosto che l'arte) i poveri artisti debbono trovarsi un lavoro “serio” per sopravvivere.
“Carmina non dant panem”, la poesia non dà pane -è vero- ma cura, consola, rigenera, libera, nutre l'anima ed è la sola in grado di offrire allo spirito risposte profonde, capaci di salvare l'uomo dalla fatica del vivere.
E' il rifugio da tutto ciò che è mediocre, e chi l'ama accetti serenamente che essa non dia guadagno e resti svincolata da mere leggi di mercato.
Dunque, quando ci rivolgiamo a delle donne che solo apparentemente non lavorano, riflettiamo bene....invitare una donna a lavorare è un eufemismo che in alcuni casi sfiora o sfocia nell'ingiuria.
Semmai dovremmo chiederci se il lavoro delle donne abbia o meno una congrua remunerazione. Una remunerazione che tenga conto dell'impegno, del sacrificio e del beneficio sociale prodotto.
Pillole di diritto: L'ingiuria, in diritto penale è il delitto previsto e disciplinato dall'art. 594 del codice penale ai sensi del quale: Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino ad euro 516.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.
La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa fino ad euro 1.032, se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.
Le pene sono aumentate qualora l'offesa sia commessa in presenza di più persone.
"Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione.
E se al suo sbocciare questa è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce"
Oriana Fallaci
“Si può amare da morire ma morire d’amore no!” cantavano i Neri per Caso qualche anno fa… Una regola da tenere sempre ben presente, anche quando tutto sembra perso…
Ad un certo punto tutto finisce. Finisce la grande storia d’amore, finiscono le grandi illusioni e con esso sogni, progetti, speranze, proiezioni…
Finisce perché non ci si ama piu’. E questa è la regola....
Finisce perché si scoprono gli “altarini”.E questa è l’eccezione...
E’eccezione l’inganno, il sotterfugio, la bugia nel rapporto d’amore perché lo inquina, perché lo snatura. Lo rende posticcio, falso, perché lo riempie di elementi che sono contrari al suo modo naturale di manifestarsi…
L’Amore è lealtà, è fiducia, è rispetto. L’Amore è comprensione, è solidarietà , è accettazione…. soprattutto è accettazione…
È accettare l’altra persona, accettare le sue decisioni e rispettarle….
E così se una persona non vi ama più… accettate la decisione con serenità, senza dover ricorrere a sotterfugi, inganni, minacce o sortilegi….
"L'amore deve essere un piacere, non un tormento”
(Napoleone Bonaparte)
... finchè dura... aggiungo io...
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